Da Pellegrino a Wierer: una domenica storica

Da Davos a Hochfilzen. Il 13 dicembre 2015 rimarrà una data molto importante per lo sci italiano, una data storica per certi versi. A pochi minuti di distanza l’una dall’altra, infatti, la gara di biathlon femminile e la sprint di sci di fondo maschile hanno fatto segnare due vittorie importanti per gli annali della nostra nazionale. Pellegrino vince in Svizzera, le donne del biathlon in Austria. Due record!

PELLEGRINO RE DI DAVOS.

I vincitori di Davos Federico Pellegrino e Stina Nillson in un disegno del celebre Thomas Zipfel
I vincitori di Davos, Federico Pellegrino e Stina Nilsson, in un disegno del celebre Thomas Zipfel

La dimensione della vittoria passa anche attraverso i personaggi. Partiamo da Federico Pellegrino. Il fondista delle Fiamme Oro è l’anello di punta della nazionale di sci di fondo maschile, orfana, ormai da qualche stagione, di quello zoccolo duro che ci portò a fare incetta di medaglie nelle olimpiadi casalinghe di “Torino 2006“. Da alcuni anni a questa parte il fondo italiano soffre maledettamente, complice anche un innalzamento di livello impressionante arrivato dal nord Europa (Norvegia su tutte).
A questa nazionale servivano volti nuovi: Federico Pellegrino, insieme al giovane e già campione under 23 Francesco De Fabiani, è uno di questi. Ieri lo ha dimostrato ancora una volta, nel suo terreno di caccia preferito: la sprint.

Veniamo al record. Oltre a superare il grande Silvio Fauner al terzo posto degli italiani più vincenti della storia, con la vittoria di ieri Pellegrino entra negli annali della Coppa del Mondo, poichè è l’unico ad aver centrato per due volte – addirittura consecutive – la storica sprint di Davos, da anni uno degli appuntamenti fissi del calendario. E lo fa nel momento di maggior difficoltà non solo del fondo italiano, che sta comunque risalendo, ma di tutto il fondo mondiale che non si chiami Norvegia. Del resto lo squadrone vichingo ha portato a casa 11 vittorie nelle ultime 13 prove di Coppa del Mondo. Lo sapete chi ha vinto le uniche due gare non finite in Scandinavia? Francesco De Fabiani a Lathi, lo scorso 8 marzo, Federico Pellegrino a Davos, ieri. Forse più di qualche spiraglio si comincia a intravedere.

Il post su facebook della Fisi che celebra le nostre ragazze, parafrasando Antonello Venditti.
Il post su facebook della Fisi che celebra le nostre ragazze, parafrasando Antonello Venditti.

DOROTHEA WIERER E UNA STAFFETTA STORICA.

Passiamo all’altro piatto forte di giornata. La nazionale femminile di biathlon ha iniziato l’annata col botto: 3 podi (1 vittoria e 2 secondi posti) nelle prime 3 gare di stagione. Un avvio così non si era mai registrato.
Ieri, però, è accaduto qualcosa di ancor più grandioso. Le quattro ragazze della nazionale femminile hanno trionfato in Austria, in una gara che non premia solo la classe e la potenza ma anche lo spirito di gruppo: la staffetta “4×6 Km”. Battuta, per soli due decimi, la strafavorita Germania.

La fotografia della giornata è probabilmente la sprint finale, con Dorothea Wierer, cima massima del nostro biathlon attuale, che batte all’ultimo metro la tedesca Preuss, con le compagne di squadra già in lacrime al traguardo. Questo risultato non ha riferimenti: la nostra nazionale non aveva mai trionfato in tale format di gara. E il trionfo assume un sapore ancora più dolce quando ti accorgi che dietro di te arrivano quattro ragazze spinte da una nazione intera, poichè in Germania il biathlon è uno degli sport nazionali. Che altro dire?

SOGNARE? SI PUO’.

E’ ovvio che queste vittorie non solo fanno statistica e storia, ma donano anche morale e spinta ad un movimento sportivo intero. Quest’anno, però, sembra che sognare sia più che lecito. Tra i maschi del fondo abbiamo due ragazzi giovani di talento, Pellegrino e De Fabiani come detto, e non escludiamo a priori altre soddisfazioni da qui alla fine della stagione. Inoltre Pellegrino, se dovesse mantenere questa condizione, può seriamente ambire ad un trionfo – che sarebbe anch’esso storico – in classifica finale di specialità sprint. In questo momento, dati alla mano, è sicuramente tra i migliori tre in circolazione.

Stesso discorso vale per le donne del biathlon . La squadra c’è, poiché abbiamo quattro o anche cinque ragazze quasi sullo stesso livello e in grado di far male in competizioni di gruppo. Se dobbiamo puntare il dito – in senso positivo – verso qualcuna, però, è naturale che spunti il nome di Dorothea Wierer. La bella altoatesina è il fiore all’occhiello di questa nazionale, fantastica sia con sci ai piedi che con la carabina. Quest’anno, inoltre, è assente la campionessa di Coppa del Mondo uscente, Daria Domracheva, e alcuni pezzi grossi degli anni passati stanno faticando, la finlandese Makarainen su tutte. Che ci sia posto per un nome nuovo allora? Sognare è lecito.

 

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Emanuele Di Baldo

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY

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