Pokemon Go: numeri e ombre di un successo

Quando sono nati, circa 20 anni fa, hanno vissuto il loro primo boom. Oggi rivivono con un’app che è diventata fenomeno di costume, conquistando migliaia di giocatori in Italia, così come in Europa, in Usa e in Giappone. Stiamo parlando dei Pokemon e, in particolar modo, di Pokemon Go, la nuova applicazione che ha attratto l’attenzione anche di autorevoli fonti come il Financial Times e The Economist .

Fonte: investireoggi.it
Fonte: investireoggi.it

Qual è il segreto di tanto successo?

IL RUOLO DI NINTENDO

L’app permette, attraverso la realtà aumentata, di catturare i Pokemon per poi poterci combattere. Da qua la prima grande novità: è la prima app di grande successo che utilizza la realtà aumentata come principale caratteristica. L’idea non è propriamente di Nintendo: il gioco è stato sviluppato da Niantic (che già in passato con Ingress aveva lanciato un’app basata su questa tecnologia), società nata all’interno di Google da cui poi si è staccata, in collaborazione con The Pokemon Company. Nintendo è semplicemente azionista di entrambe e, nello sviluppo dell’app, ha avuto un ruolo di coordinamento: secondo il Financial Times, Nintendo godrà del 30% dei profitti delle vendite imputabili all’app.

L’azienda giapponese, creatrice di Super Mario, è tuttavia la società più nota coinvolta nel progetto Pokemon Go: dal lancio dell’app (avvenuto a inizio luglio per Usa e Australia e a metà mese per l’Europa, Italia compresa) il titolo è passato da una quotazione di circa 130 euro a una punta di 274 (ovvero ha più che raddoppiato la propria capitalizzazione in pochi giorni, quando ci sono titoli che ci mettono anni di piani industriali per un misero +1%).

Ora il valore si sta riassestando su numeri più bassi ma per il colosso nipponico dei videogiochi, in sofferenza dopo gli ultimi fallimentari progetti (qualcuno ricorda un gioco o una console Nintendo dopo la Wii?), è come ossigeno puro. Ossigeno che però per alcuni analisti durerà poco: in molti dubitano, infatti, che la spinta data dal nuovo gioco possa essere prolungata, ipotizzando che, come per tutti gli sviluppatori di app di gioco, i ricavi che l’azienda potrà monetizzare grazie a questa saranno molto bassi.

pokemon-go-lumia-950xlSCARICA, GIOCA E COMPRA

In poco tempo Pokemon Go è diventata l’app più scaricata, superando mostri sacri del calibro di Facebook, Snapchat e WhatsApp. E lo è diventata in ogni paese dove il download è disponibile, sia su Apple Store sia su Google Play. Non solo, da altre statistiche emerge come la maggior parte del tempo passato con il telefono in mano non sia più per controllare la bacheca di Facebook o per condividere l’ultima foto malamente ritoccata con Snapchat, ma per catturare un pupazzo virtuale. 

L’app è gratuita, ma al suo interno permette di fare micro transazioni (ovvero acquisti di pochi cent fino a un massimo di 4,99 euro) per aumentare di livello o migliorare le prestazioni di gioco. Moltiplicate questi pochi centesimi per i milioni di giocatori dell’app: i profitti sono potenzialmente enormi, la sfida è cercare di mantenerli stabili, una volta esaurito l’effetto “moda” attuale.

Slice Intelligence, un’azienda che raccoglie e analizza i dati relativi al comportamento di acquisto digitale, ha reso un dato interessante: il 10 luglio Pokemon Go ha generato da solo più della metà dei ricavi giornalieri nel mercato mobile. L’altra metà è spartita tra un numero infinito di app e di sviluppatori. Inoltre, la maggior parte dei giocatori non aveva mai effettuato un acquisto in-app prima di usare Pokemon Go.

Ma, in sostanza, quanto sta guadagnando Pokemon Go rispetto ai concorrenti? Ecco a voi la risposta, in real time.

LE CARAMELLE E I CONTADINI PRIMA DEI POKEMON

Numeri impressionanti. Ma già in passato si era assistito a boom di giochi e applicazioni, spariti poi dalla lista dei download dopo pochi mesi o tornati a numeri più ordinari. Citiamo ad esempio Farmville: Zynga, la società che ne ha la paternità, ha subìto un tracollo in borsa, con il titolo passato da circa 15$ ai tempi del boom dei contadini virtuali (2012), ai circa 2,50$ di oggi.

Fonte: techcrunch.com
Fonte: techcrunch.com

Con fortune migliori, ma non esaltanti, si può citare anche King, azienda fondata da un italiano e nota per Candy Crush, che ha finito per essere comprata da Activision Blizzard, colosso USA del gaming, a un prezzo inferiore a quello di quotazione.

QUALE FUTURO?

L’applicazione gode sicuramente dell’onda positiva data dalla novità; non è infatti il classico gioco, come le app sopra citate, che ruba dieci minuti in metropolitana o prima di chiudere gli occhi la notte: ti costringe a uscire, a muoverti, anche a socializzare, trovando altri utenti per formare un team. La moda, tuttavia, è effimera: i numeri sono destinati a calare, resta solo da comprendere di quanto.

Nel frattempo, c’è chi vede Pokemon Go solo come una grande leva di marketing: da una parte facendo sì che i Pokemon siano in un punto vendita si attraggono nuovi clienti, dall’altra utilizzando i dati sottostanti si possono creare enormi database da analizzare per affinare le tecniche di vendita e pubblicità (se in quel luogo registro un certo numero di potenziali acquirenti, di cui so gusti e preferenze perché già tracciati, so che in quel luogo devo mettere un messaggio piuttosto che un altro: capito il potenziale?).

Insomma, l’app è forse destinata a spegnere in pochi mesi gli entusiasmi su cui sta viaggiando ora, ma porta con sé un grande bagaglio di potenzialità e sicuramente disegna l’avvio di una nuova era, fatta sì di giochi con l’uomo al centro, ma anche e soprattutto di vendite più mirate. Si vedrà se questo sarà positivo o meno.

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Gabriele Maria Sada

Nato nel 1985, maturità scientifica e laurea in Economia Aziendale. Svolge per un anno attività di ricerca presso l’Università LIUC di Castellanza, pubblicando un paper relativo all’impatto di Expo sul commercio internazionale italiano. Si interessa di economia e cibo. Cerca di coniugare i due temi, e se non ci riesce si concentra sul secondo. Lavora in banca. Scarso runner, discreto sciatore e ottimo papà. COLLABORATORE SEZIONE ECONOMIA

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