Roma, altra grana per la giunta Marino: indagata l’assessore alla Cultura Marinelli

Povero sindaco Marino. Da quando ha messo piede in Campidoglio non passa giorno senza che gli scoppi un caso, un problema tra le mani. A cominciare da ciò che accade nella sua stessa giunta. Ieri l’ennesimo annuncio marino_marinelli_d0funereo: Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura subentrata a Flavia Barca, è indagata per abuso d’ufficio. “Fortunatamente”, se così possiamo dire, l’indagine sul suo conto non riguarda la questione Mafia Capitale ma un locale romano storico: il Circolo degli Artisti.

L’INDAGINE. 

A scendere nel dettaglio, dalle colonne del quotidiano Il Tempo (il primo a darne notizia), è Matteo Vincenzoni: «La “numero uno” degli uffici di piazza Campitelli è indagata per abuso d’ufficio insieme ad una ex dirigente, oggi in pensione, nell’ambito dell’inchiesta dei vigili del Primo gruppo, coordinati dal pubblico ministero Alberto Galanti, sullo storico e abusivo locale di via Casilina Vecchia».

«Il Circolo degli Artisti, ritrovo di vip e politici – continua Vincenzoni – è cresciuto nel totale abusivismo fin dal 1998, quando lo spazio del Mandrione fu assegnato dal sindaco Francesco Rutelli al suo patron (oggi dimissionario) Romano Cruciani, senza mai stipulare l’atto di concessione. Per 16 anni il “tempio” della musica live romana si è sviluppato senza aver mai pagato un euro d’affitto, effettuando lavori abusivi all’interno dell’area comunale, somministrando alcolici senza averne i requisiti, facendo ballare con una licenza di pubblico spettacolo rilasciata il 16 giugno del 2004 dall’allora dirigente del IV dipartimento comunale, Giovanna Marinelli. Non solo. Grazie a quella autorizzazione l’orario di chiusura passa dalle due alle cinque del mattino. Ma come è stato possibile rilasciare tale autorizzazione in mancanza dell’atto di concessione del terreno comunale? Domanda che si sono posti anche gli inquirenti, ipotizzando per l’assessore il reato di abuso d’ufficio».

GLI ALTRI ASSESSORI INDAGATI O DIMESSI.

La Marinelli è solo l’ultima delle grane che impensierisce Marino, il quale – volente o nolente – a breve dovrà effettuare un rimpasto di nomine. A 10 mesi dal suo insediamento, infattiprima_giunta_marino_roma_ansa_01, il primo cittadino aveva salutato (senza troppo dispiacere, a dire il vero, visti i continui litigi) Daniela Morgante, assessore al Bilancio considerata troppo “tecnica”. «Ringrazio moltissimo il sindaco – dichiara la Morgante lasciando il Campidoglio – per il quale nutro profonda stima, per la straordinaria esperienza umana e professionale che mi ha consentito di svolgere. È stato un lavoro affascinante e complesso dal punto di vista professionale, di cui farò tesoro».

Passa poco più di un mese e cade un altro pilastro: Flavia Barca, assessore alla Cultura, rimette il mandato e se ne va. Nella sua lettera di dimissioni, non usa mezzi termini: «Ritengo conclusa la mia esperienza in questa giunta […] E’ stata un’esperienza di grande valore e ringrazio il sindaco Marino per avermi concesso l’opportunità di mettermi a servizio della cultura di questa città […] Al momento non sussistono più le condizioni necessarie per affrontare un così delicato e strategico ruolo istituzionale e garantire alle politiche culturali di Roma quell’impulso che il rilancio socio-economico della Capitale richiede».

Neanche il tempo di festeggiare il Natale e, tra fine novembre scorso e l’inizio di questo mese di dicembre, lasciano l’incarico altri due assessori. Il primo, il 26 novembre, è Luca Pancalli, titolare dell’assessorato allo Sport. In un’intervista alla Gazzetta dello Sport motiva così la sua decisione: «Ho cominciato e finito con spirito di servizio. Il passo indietro è quasi fisiologico: quando la partita diventa più politica, non è la mia partita. Prima vengono le istituzioni, dopo le persone».

6 giorni dopo l’addio di Pancalli, altra tegola. Con lo scoppio dell’inchiesta Mafia Capitale, Daniele Ozzimo – assessore al Lavoro e alla Casaviene indagato a piede libero per corruzione aggravata e se ne va: «Appresa la notizia di un’indagine in corso nei miei confronti, nell’ambito della maxi inchiesta, pur essendo totalmente estraneo allo spaccato inquietante che emerge dagli arresti effettuati stamattina, rimetto per senso di responsabilità e serietà il mio mandato da assessore nelle mani del sindaco non volendo in nessun modo arrecare danno all’amministrazione della città».

l43-alfonso-sabella-140211065859_bigPochi minuti fa (sono le ore 17 e 46) fa armi e bagagli anche la pupilla del sindaco chirurgo: Rita Cutini, assessore alle Politiche sociali. «Dopo due ore di colloquio sincero, onesto e anche costruttivo, con l’assessore Rita Cutini, siamo arrivati alla decisione di concludere il rapporto di collaborazione» ha fatto sapere, con una nota, Marino. Il primo cittadino ha poi aggiunto: «Rinnovo a lei la stima e la fiducia che le ho attribuito e dimostrato in questo difficile anno e mezzo, nonché la grande ammirazione per una persona che ha fatto della difesa dei più deboli una ragione di vita. Sono sicuro di poter ancora collaborare con lei nell’interesse esclusivo della città. Anche per questo ho reiterato la proposta che le avevo già fatto il 1 dicembre scorso di affiancarmi come mia consulente per i temi relativi al sostegno alla famiglia e alla cura degli anziani».

IL NUOVO ARRIVATO.

Per provare a cambiare marcia (e riacquistare probabilmente un po’ di credibilità) l’inquilino di Palazzo Senatorio ha già fatto sapere che, tra le new entry del rimpasto, ci sarà sicuramente una nuova delega da assegnare: quella alla Legalità. Per questo incarico, la scelta sembra sia ricaduta sul giudice Alfonso Sabella (nella foto, a sinistra).

Il magistrato ha un curriculum di tutto rispetto: 52 anni, membro del pool antimafia guidato da Giancarlo Caselli, con le sue indagini ha catturato, tra i nomi più conosciuti, Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca e Pasquale Cuntrera. E’ stato anche capo del Dipartimento di Amministrazione penitenziaria ai tempi del G8 di Genova, incarico dal quale fu rimosso per volere del ministro della Giustizia Roberto Castelli.

 

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Matteo Marini

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore di Wild Italy. Ha collaborato con varie testate nazionali e locali, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Notizia Giornale, ed è blogger per l’Huffington Post Italia. Nel 2011 ha vinto il Primo Premio Nazionale Emanuela Loi (agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in Via d’Amelio) come “giovane non omologato al pensiero unico”. Studioso di Comunicazione Politica, ha lavorato in campagne elettorali, sia in veste di candidato che di consulente e dirige, da fine 2016, Res Politics - Agenzia di comunicazione politica integrata . DIRETTORE DI WILD ITALY.

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