#RomaCinemaFest: Mustang, la recensione

E’ candidato ai Premi Oscar per la Francia. Si tratta di Mustang, l’ultima fatica della regista turca Deniz Gamze Erguven, in lista nella sezione “Alice nella città” alla Festa del Cinema di Roma. Un film d’emancipazione, un dramma incredibilmente dei giorni nostri che parte dal ruolo della donna per esprimere tutti gli aspetti di una società arretrata. Il contesto scelto è la Turchia, lì dove la regista di Ankara ha scavato per portare sul grande schermo la storia di tante sue conterranee. Mustang è stato presentato con grande successo alla Quinzaine di Cannes 2015. Uscirà nelle nostre sale il prossimo 29 ottobre.

SINOSSI.

Lale, Selma, Sonay, Ece e Nur sono cinque sorelle adolescenti e orfane che vivono in un piccolo paese turco che si affaccia sul Mar Nero, a circa mille chilometri da Istanbul. Al termine dell’ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze estive, le ragazze s’intrattengono con dei compagni di scuola lungo la spiaggia. Tornate a casa vengono punite pesantemente dalla nonna; l’episodio è diventato un pettegolezzo gravissimo nel paese, tanto che da quel momento la vita delle cinque sorelle diventa sempre più una reclusione. Arrivano le inferriate alle finestre, il coprifuoco, i vestiti lunghi, le lezioni in cucina, le impartizioni da “brava moglie” e gli abusi dello zio, il reale padre-padrone della famiglia: la casa diventa quasi una prigione. Le adolescenti conosceranno così, progressivamente, le usanze richieste ed obbligate di ogni donna turca, che partono dalla sottomissione al matrimonio combinato.

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Il centro della trama è Lale, la più piccola delle sorelle, che è la prima che cerca ed escogita una ribellione fruttuosa. E’ lei che seguiamo da vicino ed è sempre lei che darà il “la” ad un vero cambiamento. L’evoluzione dei fatti porterà le ragazze una lontana dall’altra, tra matrimoni, tragedie e fughe, nel tentativo di sovvertire un destino segnato.

MUSTANG E IL CONSERVATORISMO ESTREMO DEI GIORNI NOSTRI.

Il leitmotiv del film è la ricerca della libertà. La storia è ambientata in Turchia, nei giorni nostri, in una realtà vera e tangibile. Mustang è la critica ad una società che ancora oggi poggia le sue fondamenta su un’epoca andata, che dovrebbe essere distante da noi secoli ma che in realtà non lo è. Il paese del film che affaccia sul Mar Nero è reale, così come la popolazione e le famiglie che lo vivono. Anche la regista stessa, Deniz Gamze Erguven, ha dichiarato di aver vissuto degli episodi simili a quelli delle cinque ragazze, e di aver sofferto i dolori della sottomissione.

Libertà che, quindi, entra in contatto con la disperazione. Più volte nel film le protagoniste si trovano a dover fare i conti con una fuga tanto vicina idealmente quanto lontana nella pratica; dalla loro parte non vi è nessuno, nemmeno le stesse donne che in questa sorta di patriarcato estremo sono sottomesse – come la nonna, ad esempio. C’è tensione in molte sequenze del film, poiché, come ha dichiarato anche la regista, l’ambiente è sì familiare ma lo svolgimento è proprio di un prison movie. Non a caso sono stati presi d’ispirazione dei capolavori come “Salò o le 120 giornate di Sodoma“, di Pasolini, e “Fuga da Alcatraz“, con Clint Eastwood.

E al centro di tutto c’è la donna, ricondotta solo a sessualità e mero oggetto domestico. “Tutto ciò che riguarda la femminilità – ha dichiarato, parlando della Turchia, la regista Deniz Erguven – è costantemente ricondotto alla sessualità. E’ come se qualsiasi gesto compiuto da una donna, o da una ragazzina, contenesse una carica sessuale. Pensiamo, ad esempio, alla storia vera di quei presidi di alcune scuole che hanno vietato a ragazze e ragazzi di salire in classe usando le stesse scale, arrivando al punto di far costruire una scala separata. Questo finisce con l’attribuire una grande carica erotica anche ai gesti più semplici“.

Si finisce col parlare del sesso continuamente – riprende ancora la regista – e si assiste all’emergere di un’idea che identifica le donne come delle macchine per fare figli, domestiche relegate in casa. La Turchia è stata una delle prime nazioni al mondo ad aver ottenuto il voto femminile negli anni ’30; oggi ci ritroviamo a difendere diritti elementari come l’aborto“.
Il film rende alla perfezione l’ideologia della Erguven e la critica nei confronti di questo tipo di società conservatrici, poiché la Turchia non è la sola. Mustang è una pellicola che ha già fatto parlare di sé e continuerà a farlo, un’altra ottima scelta di questi primi giorni della kermesse romana.

 

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Emanuele Di Baldo

Classe 1992, originario di Albano Laziale, consegue la maturità scientifica nel 2011 e nello stesso periodo inizia a collaborare con varie testate di livello locale. Sempre dal 2011 studia "Lettere Moderne" all'Università La Sapienza di Roma e diventa speaker ufficiale e blogger della web radio www.radioliberatutti.it, nella quale conduce un programma sportivo, a cadenza settimanale, dal nome "Sport 43". Dal 2013 scrive periodicamente per giornali cartacei come "VelletriOggi", "Il Corriere Tuscolano" e "Il Caffè dei Castelli Romani", con articoli che variano dalla cronaca all'attualità, dallo sport alla politica, passando per cultura e spettacolo. Appassionato, a volte maniacale, di sport, cinema, musica e motociclette, è cresciuto con la voglia di scrivere di ciò che più lo attira. VICEDIRETTORE DI WILD ITALY

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