Siamo tutti “sierocoinvolti”

AIDS. Un acronimo diffuso, di cui ancora davvero poco si comprende il vero significato e usato spesso in modo discriminatorio. Sono passati anni dall’esplosione dell’AIDS, ma ancora i luoghi comuni e il pregiudizio sono forti. L’AIDS ha sterminato milioni di persone ed oggi continua ad essere particolarmente letale in Africa. Negli anni ’80 e ’90 sono state le comunità omosessuali europee e degli Stati Uniti ad essere fortemente colpite. Ovviamente i rapporti sessuali non protetti erano la causa principale del contagio, come lo sono in Africa oggi.

Capire che le persone sieropositive fanno parte della nostra vita è fondamentale. La comunità omosessuale di quegli anni si poteva definire “sierocoinvolta” perché tutti avevano un amico, un conoscente o un partner sieropositivo. Il dramma di veder morire le persone più vicine ha portato ad alzarel’attenzione sull’AIDS e diffondere campagne e metodi di prevenzione. L’essere “sierocoinvolti” ha portato una sempre maggior quantità di persone, gay soprattutto, ad usare il preservativo e a ridurre significativamente il contagio. E’ necessario continuare a sentirsi sempre “sierocoinvolti” in aidsparticolare per superare lo stigma sociale che oggi è diffuso verso le persone sieropositive. Non discriminare mai, ma sentirsi tutti sieropositivi. Non dimentichiamoci del passato. E questo vale sia per la comunità gay, ma anche per le persone eterosessuali – di certo non meno colpite.

HIV e AIDS. Si tende ancora fortemente a confonderli. L’AIDS però non è altro che la malattia generata dal virus dell’HIV. In primis, infatti, si contrae il virus che, dopo anni, se non curato, degenera in AIDS. Allo stesso tempo è molto più facile contrarre il virus da una persona che è ad uno stato avanzato di AIDS, per questo è importante fare il test. E’ importante ridurre il rischio di contagio e mettere in atto le terapie per abbassare la carica virale, ovvero la quantità di virus presente nel sangue.

Terapie. Spesso si ha paura di fare il test perché si crede che avere l’HIV/AIDS porti alla morte. Oggi invece non si muore più di AIDS. Prima si scopre di aver contratto l’HIV, prima si possono mettere in atto le terapie. Una persona sieropositiva regolarmente in cura oltre ad avere una bassissima, se non nulla, possibilità di contagiare, può vivere una vita totalmente normale. Lo stigma del “malato di AIDS” è da superare: solo l’uso regolare del preservativo può però prevenire il contagio.

Test. Esistono diversi tipi di test. E’ opportuno eseguire il test regolarmente, anche perché è gratuito e facilmente somministrabile, questo grazie alla possibilità inoltre di usufruire del test salivare. Ovviamente ciò non significa che la saliva trasmetta il virus: con il test salivare si rintracciano, infatti, gli anticorpi dell’HIV, non l’HIV stesso. E’ il rapporto penetrativo non protetto (anale o vaginale) ad essere la più grande forma di diffusione dell’HIV. E’ opportuno fare il test almeno dopo ogni rapporto non protetto, aspettando circa tre mesi. E’ questo il tempo – generalmente – in cui il virus dell’HIV diviene rintracciabile dal test. Non fidatevi mai delle altre persone: circa un terzo dei sieropositivi non sa di esserlo. Basta una piccola ricerca su internet per trovare il luogo più vicino per effettuare il test.

PEP. Profilassi Post Esposizione. In quanti ne hanno sentito parlare? Quasi nessuno. Oggi, se siamo sicuri di aver avuto un rapporto veramente a rischio di contagio, possiamo recarci in ospedale e chiedere di farci somministrare la PEP. Con questa terapia si può evitare che il contagio avvenga. La PEP è totalmente a carico dello Stato, ma bisogna agire il più veloce possibile. E’ necessario recarsi al massimo entro 72 ore dal rapporto a rischio per far si che la PEP possa avere effetto. Più tardi la si inizia, più è forte la possibilità che la PEP sia inutile.

Il sesso non va vissuto con ansia. Ad oggi basta proteggersi per dire stop al contagio. Che si vada con una persona sieropositiva o no, non è importante. A questo serve il preservativo.

Francesco Angeli

Originario di Campobasso, vive attualmente a Roma. Politologo, specializzato in Unione Europea, è cronista di Wild Italy sin dalla sua fondazione e da ottobre 2014 passa alla sezione blogger. Presidente Arcigay Roma. BLOGGER DI WILD ITALY

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