Sicurezza a Roma, le ultime misure prese non bastano: occupata l’Anagrafe

Sale l’allerta a Roma per un possibile attacco terroristico. Dopo la strage nella redazione di Charlie Hebdo e nel negozio Kosher a Parigi, Roma rivede le misure di sicurezza da adottare in città. Tuttavia se il capo della Digos rassicura i romani, affermando: “In questi giorni il questore ha rivisto e potenziato tutte le misure di sicurezza che comunque avevamo già aumentato nella città. Abbiamo preso in considerazione tutti gli obiettivi sensibili, e Roma ne è piena, senza privilegiarne uno a discapito di altri, ma li consideriamo tutti globalmente”, le notizie di cronaca non sembrano confermare i propositi enunciati. A dimostrarlo l’occupazione degli uffici dell’Anagrafe da parte degli attivisti del casaMovimento per il diritto all’abitare.

La sicurezza nel Ghetto è stata rafforzata. L’area è stata completamente pedonalizzata per essere più facilmente sorvegliata e all’interno è stato aumentato il numero di agenti delle forze dell’ordine. Ad essere sotto un più stretto controllo ci sono anche altri “obiettivi sensibili”, tra i quali: Colosseo, San Pietro, Castel Sant’Angelo, Vaticano, piazza Navona. Secondo l’informativa della Digos, a essere sorvegliati da «particolari dispositivi di vigilanza» di Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza ci sono anche il Pantheon, i Fori Imperiali, piazza Venezia e piazza Farnese.

Eppure i recentissimi provvedimenti non sembrano bastare. A fare da prova del nove ci hanno pensato i Movimenti per il diritto all’abitare che questa mattina (13 gennaio, ndr) hanno occupato la sede dell’Anagrafe in via Petroselli. Ordinaria amministrazione per i manifestanti che in più occasioni si sono resi protagonisti di mini assalti alla sede, per protestare contro il Piano casa e in particolare contro l’articolo 5, che stabilisce come “chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”. A far riflettere e preoccupare è la vicinanza degli uffici romani a due importanti “obiettivi sensibili”: il Portico d’Ottavia, proprio alle spalle della sede e Piazza Venezia, lontana poco meno di un chilometro.

 

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Gli attivisti del diritto all’abitare non hanno la stessa preparazione dei Jihadisti eppure non hanno trovato molte difficoltà a mettere in ginocchio gli uffici pubblici di via Petroselli. I movimenti sottolineano che “l’occupazione degli uffici dell’anagrafe di via Petroselli andrà avanti ad oltranza”. Le forze dell’ordine provvederanno.

 

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Diana Romersi

Laureata in Lettere presso l'Università degli studi di Roma Tre, videoreporter e redattrice dell'agenzia giornalistica Meridiana Notizie. È redattrice di Roma che verrà. COLLABORATRICE SEZIONE VIDEO.

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