Spider-Man: No Way Home, la recensione

Spider-Man è senza dubbio uno dei supereroi Marvel più noti ed amati. L’amichevole arrampicamuri di quartiere – che dal 2016 ha il volto di Tom Holland – torna al cinema con l’atteso terzo capitolo della nuova trilogia. Spider-Man: No Way Home è una frenetica corsa sulle montagne russe che, a parte qualche imperfezione, scorre veloce e diverte nel pieno senso della parola. Ma procediamo con ordine.

Una vita sconvolta

Spider-Man: No Way HomeIl film riprende da dove si era concluso il capitolo precedente Far From Home, con Mysterio che rivela al mondo la vera identità del giovane eroe. Una rivelazione che metterà Peter Parker sotto i riflettori e sconvolgendo la sua vita e quella di chi gli sta intorno. Una fama pesante come un macigno e che il timido adolescente non riesce a gestire, tanto da rivolgersi a Steven Strange per aiutarlo a far tornare nell’anonimato, far si che tutti dimentichino che Peter Parker e Spider-Man sono la stessa persona. Lecoseperò, ovviamente, non andranno come previsto.

Per la prima volta l’eroe di New York si troverà ad affrontare i suoi problemi senza l’aiuto dei suoi mentori. La maschera è tolta e non c’è nessuno che possa aiutarlo a rimetterla. Senza Iron Man o gli Avengers, Peter si ritrova improvvisamente solo, senza un posto dove andare e rifugiarsi. Non c’è più una confort zone, ora si fa sul serio. La vita, quella vera come direbbe qualcuno, è arrivata con prepotenza ed improvvisa. Ora non si torna più a casa, come suggerisce il titolo.

Ma le vite sconvolte non sono solo quella di Peter e dei suoi cari, ma anche di nemici di altri mondi che si ritrovano in una dimensione non loro e alquanto confusi. Dopo avercelo mostrato nelle serie TV, Marvel ci riporta nel multiverso, questa volta quello di Spider-Man.

Da grandi poteri…

Sin dalla sua creazione c’è una frase che ha accompagnato Spider-Man: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità“, e in Spider-Man: No Way Home il grande potere è la storia raccontata la cui grande responsabilità è quella di non deludere i fan e fortunatamente il pericolo è scongiurato. Non tutto funziona nel film, non mancano momenti fin troppo lenti e battute puerili, ma il vicenda mantiene la leggerezza dei due capitoli precedenti. In questo nuovo capitolo oltre all’immancabile ironia trova spazio anche il dramma, infatti non mancano momenti che ci mostrano i momenti bui dell’eroe.

Da sempre Spider-Man è l’antonomasia del supereroe con grandi problemi, e qui di certo non mancano. Il regista Jon Watts – la cui regia non è memorabile ma sicuramente efficace nelportarci dentro la storia – ci mostra senza filtri le ferite di un ragazzo che si ritrova ad affrontare problemi forse più grandi di lui e senza rete disicurezza. Ci viene mostrata la parte più fragile di un adolescente a tratti incoscente e scanzonato che in fondo pensava di essere invincibile.

Una storia quindi capace di divertire ed intrattenere, ma allo stesso tempo che non ha paura dimostrarci le fragilità e la parte più cupa di un eroe la cui vita cambia in fretta e senza possibilità di tornare indietro. Una crescita tanto rapida quanto dolorosa che lo formerà in maniera significativa.

Non si torna più indietro

Spider-Man: No Way HomeSpider-Man: No Way Home portava con sé grandi aspettative, senza dubbio è il film più atteso dai fan del Marvel Cinematic Universe. Spesso le aspettative vengono deluse e le probabilitàdi dare vita ad una storia tutt’altro che interessante sono sempre molto alte. In queste situazioni spesso si ricorre a facili soluzioni, dando vita ad un film già visto e dove la troppa carne al fuoco viene gestita male.

Fortunatamente il film non rientra in questa casistica, soprattutto grazie alla sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers. I due hanno dato vita ad una vicenda che non solo scorre veloce, ma capace di riuscire a tenere alta l’attenzione dello spettatore per tutta la durata del film. 150 minuti di pura adrenalina che faranno la felicità dei fan.

Inoltre questo terzo capitolo dedicato a Spidey ha il grande pregio di andare dirtto per la sua strada, facendo fare all’eroe un ulteriore passo verso la maturità. Un vero e proprio percorso di crescita tanto divertente quanto doloroso. Perché crescere vuol dire non voltarsi indietro. Come sempre non alzatevi prima di aver visto le scene extra.

Spider-Man: No Way Home al cinema dal 15 dicembre con Warner Bros. Entertainment Italia.

Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares