The King’s Man – Le origini, la recensione

I modi definiscono l’uomo” diceva Harry Hart / Galahad in Kingsman – Secret Service, action movie spionistico del 2014 diretto da Matthew Vaughn e tratto dalla miniserie a fumetti The Secret Service scritta da Mark Millar e illustrata da Dave Gibbons. Dopo aver raccontato le lotte dell’agenzia contro il pazzo miliardario Richmond Valentine e la narco trafficante Poppy Adams e il suo Cerchio d’Oro, ora è tempo di conoscere come è nata l’agenzia. Grazie al prequel The King’s Man – Le origini il regista ci mostra come è nasce l’agenzia spionistica indipendente.

A dirigere troviamo ancora Matthew Vaughn, mentre protagonisti del film sono Ralph Fiennes, Gemma Arterton, Tom Hollander, Djimon Hounsou, Charles Dance e Harris Dickinson.

Le origini dei King’s Man

Tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900 il mondo è una vera e propria polveriera, basta ormai una piccola scintilla per farlo cadere nel baratro. Questo è proprio l’obiettivo di un’organizzazione criminale – guidata da un misterioso “pastore” – il cui scopo principale è vendicarsi dell’Inghilterra, e per farlo è pronto a scatenare una guerra mondiale. A cercare di fermarlo troviamo il Duca di Oxford, pronto a tutto pur di preservare la pace.

Proprio per questo il nobile inglese, con l’aiuto dei suoi fidati servitori Polly e Shola, mette su una rete mondiale di informatori composta da domestici. Questi infatti sono gli unici ad essere al contempo sempre presenti nelle stanze dei potenti ma allo stesso tempo invisibili. Sarà proprio grazie a tale rete di informazioni che verrà a conoscenza del piano di una misteriosa organizzazione pronta a scatenare una guerra mondiale.

Una corsa contro il tempo

La storia raccontata in The King’s Man – Le origini è una vera e propria corsa contro il tempo per impedire che inizi una sanguinosa guerra, che vedrebbe l’Inghilterra coinvolta. La storia raccontata poggia le basi su fatti e personaggi reali, infarcendoli però di dettagli fantasiosi che danno vita ad una vicenda verosimile. Ci viene raccontato quindi che l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo è si il motivo scatenante della Grande Guerra, ma non per i motivi che conosciamo. L’attentato fa parte di un piano più grande, che vede tra i protagonisti anche la spia e femme fatale Mata Hari e il monaco russo Rasputin, che mostra una certa padronanza del combattimento.

Una storia quindi plausibile ma allo stesso tempo assurda che grazie ai misteri, ai sotterfugi e all’onnipresente azione riesce ad essere divertente e tenere alta l’attenzione dello spettatore. Si viene catapultati in una realtà dove non mancano il classico conflitto padre / figlio – vero motore dell’azione – , lealtà e le caratteristiche tipiche dei film di spionaggio e dei war movie. Perché The King’s Man – Le origini è un ibrido di generi, il tutto reso con uno stile fumettoso.

Il prequel della saga risulta essere più serio (e serioso) dei suoi predecessori, mettendo da parte l’irriverenza di Egsy (interpretato da Taron Egerton) e dando spazio all’eleganza e la solennità della nobiltà inglese. In fin dei conti il protagonista è pur sempre un Duca. Allo stesso modo le azioni di lotta sono più realistiche e con una coreografia che ricorda il ballo. Manca quell’impulsività esplosiva a cui eravamo stati abituati. Un film dai toni più cupi ma non per questo meno ironico e divertente. Purtroppo mancano scene iconiche capaci di rendere The King’s Man – Le origini un action movie capace di restare impresso.

The King’s Man – Le origini è al cinema distribuito da Walt Disney Studios.

Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA

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