Un altro giro: alla ricerca della felicità

Dopo essere stato presentato in anteprima in concorso al 73º Festival di Cannes, al Toronto International Film Festival e alla 15ª Festa del cinema di Roma nel 2020 e dopo essersi aggiudicato un Bafta, uno European Film Award e il premio Oscar come Miglior Film Internazionale 2021, ora finalmente Un altro giro di Thomas Vinterberg con protagonista Mads Mikkelsen arriva finalmente al cinema dal 20 maggio.

La storia vede protagonista quattro professori liceali la cui vita professionale e privata procede senza emozioni. Esistenze monotone e prive della minima gioia. Per provare a dare una svolta alle loro vite decidono di mettere in pratica la teoria di un filosofo danese secondo il quale saremmo dovuti nascere con una piccola quantità di alcol nel sangue perché ci permetterebbe di essere più spigliati nella vita di tutti i giorni.

Decisi più che mai a migliorare le loro vite, Martin, Tommy, Nicolaj e Peter inizieranno a mantenere il tasso alcolemico ad un livello costante, per la precisione 0,05%, e a studiarne gli effetti che ne deriveranno. Un vero e proprio esperimento scientifico che li porterà a confrontarsi con i propri demoni e con le persone che gli stanno vicino.

La ricerca della felicità

Recensione di Un altro giroDopo un inizio alquanto festaiolo ed alcolico, che vede alcuni studenti partecipare ad un gioco alcolico, Thomas Vinterberg ci presenta i quattro professori protagonisti. Insegnanti un tempo brillanti e appassionati che oggi insegnano con svogliatezza ed apatia. Frustrati e senza più un briciolo di passione in corpo, Martin, Tommy, Nicolaj e Peter sono quattro uomini distrutti anche da una vita professionale grigia e quella privata fatta di solitudine, incomprensioni e mancanza di dialogo.

Sarà proprio per ritrovare la felicità, la passione, l’allegria ed il successo ormai perduti che i quattro amici decideranno di intraprendere l’esperimento che li vedrà assumere costantemente alcol. Una decisione che inizialmente avrà non pochi benefici. I quattro torneranno ad essere quelli di un tempo, più o meno. Più presenti in aula, spigliati e sicuri di loro. I benefici dell’assunzione costante di alcol ci sono tutti. Martin e soci si sentono nuovamente vivi e felici. Un’euforia che li porterà ad alzare il tiro sempre di più, con la brama di fare indigestione di quell’euforia che gli era mancata per troppo tempo.

Ma si sa, il troppo stroppia e gli effetti negativi del troppo bere non mancheranno a farti sentire. Dalle serate passate fuori a fare cose senza senso con gli amici, passando per l’andare a fare la spesa con conseguenze disastrose, fino al rincasare sbagliando porta d’ingresso ed imbarazzando tutta la famiglia. Un esperimento partito bene che finisce in maniera disastrosa e dolorosa.

Ironia e danza

Recensione di Un altro giroLa storia raccontata da Thomas Vinterberg però è meno cupa di quanto si possa credere. Il regista riesce a raccontare con una certa dose di ironia e divertimento la disperata ricerca della felicità di quattro persone insoddisfatte. Non mancano infatti scene esilaranti ed assurde, dovute ai fumi dell’alcol, che faranno ridere di gusto lo spettatore. Martin e i suoi amici non lesineranno problemi di pronuncia, andamento barcollante e molto altro.

Un divertimento che però nascondono una malinconia ed un disagio di fondo di quattro uomini che non riesco più a trovare il loro posto nel mondo e che con il passare del tempo si rifugiano nell’alcol nella speranza di trovare una risposta. Che solo in parte riusciranno a trovare.

Un altro giro convince non solo per la sceneggiatura, che da vita ad una vicenda interessante, ma anche grazie alla regia di Thomas Vinterberg che riesce a portarci nel pieno della storia e a far divenire lo spettatore il quinto membro della banda di professori. Amico silente di un gruppo di uomini in cerca di una felicità ormai perduta. Ottime anche le interpretazioni del cast, guidato da un Mads Mikkelsen (Doctor Strange) a dir poco stratosferico.

Un film che pone l’accento su come rifugiarsi totalmente ed esclusivamente in qualcosa non sia forse la soluzione più adatta, perché dopo gli iniziali benefici è facile perdere il controllo e se stessi. Un altro giro è un inno alla continua non facile ricerca di noi stessi e di come forse il segreto per la felicità sia danzare liberamente, come se nessuno ci stesse guardando. Skål!

Un altro giro è al cinema distribuito da Medusa Film e Movies Inspired.

Emanuele Bianchi

Appassionato di cinema, fotografia, teatro e musica sin da piccolo decide di farne il suo lavoro. Miyazakiano convinto, tanto da incentrare la sua tesi sul suo cinema, e divoratore di anime tanto da volere Eikichi Onizuka come professore al liceo, è uno Jedi come suo padre prima di lui e “nato pronto” e sì, anche un inguaribile nerd (pollice verso per coloro che non colgono le citazioni). Laureato in cinema presso il DAMS di Roma 3 e diplomato in fotografia presso il CST, inizia a collaborare (e tutt'ora collabora) come critico di cinema e fotografo di concerti con varie webzine di cui da subito ha sposato il progetto con entusiasmo. Giornalista pubblicista iscritto all'albo. Sempre in movimento, perennemente in ritardo. CAPOSERVIZIO CINEMA

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